Si potrebbe dire un giardino che colora l’anima, quello di Cinzia e Valter esprimendone il suo carattere più onirico. Vi sembrerà di accedere in un luogo incantato dove il reale fa rima con meditazione. Un discorso intrigante davvero.
Cinzia Grisorio
Grafica pubblicitaria e illustratrice presso varie importanti agenzie della città di Torino, diventa art director occupandosi di lavorare su commissione anche presso importanti famiglie e strutture di vario genere in interno ed esterno. Cercando il suo stile e il suo linguaggio, compie negli anni un lavoro di ricerca intenso, partecipa a varie mostre personali e collettive in Piemonte e Lazio, ma sempre con l’obiettivo di crescere staccandosi sempre di più dalla pittura puramente decorativa che caratterizza il suo lavoro di ogni giorno… una strada fatta di ricerca e introspezione attraverso l’uso del colore, dei materiali, della linea, del disegno durata molti anni che oggi l’ha portata ad esprimersi in un modo finalmente suo attraverso una visione astratta, personale e onirica, del reale.
Valter Spessa
Da diversi anni ormai, il pennello di Valter Spessa continua a scorrere sulle tele in una vocazione artistica che si presenta nella sua fedeltà al reale estremamente unitaria, con la tendenza a pietrificare in un tempo fermo l'emozione di un momento. Vi è in lui una costante fiducia nelle possibilità poetiche dell'interpretazione figurata della natura. La forma è resa con pienezza di scansioni tonali, a larghe masse riassuntive dei particolari. II meditato discorso di Valter Spessa è il risultato di una ricerca d'ambiente e del volerne approfondire i valori, legato ad attenzione coloristica con atmosfere sovente intimamente poetiche. Grigi e bianchi di una tovaglia, trasparenze di finestre che lasciano intuire l'intensità di un colloquio con i balconi del cortile, ampi paesaggi che fanno ricordare la pittura di un Bezzo, dove tuttavia colpisce il tenue grigio delle colline. Frequenti i fiori nella sua pittura, filtrati attraverso un proprio sentire: che si propone per quel suo mondo raccolto, per quella sua attenta osservazione, per una colorazione, in molti suoi dipinti, inconfondibile. Ma il "segno" rimane sempre vigile, a temperare l'insieme della composizione con una realizzazione tutta istintiva e umana.




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