Cenni storici sull’organo Gandini della chiesa parrocchiale di San Felice e Giorgio in Cinaglio
Sopra la porta d’ingresso è situata la cantoria di gusto barocco. La balconata presenta al centro decorazioni con strumenti musicali (liuto, viola da gamba, tromba e chiarina) incorniciati da foglie d’acanto con ai lati quattro putti musicanti. Agli estremi troviamo due trombe (chiarine) con intorno girali d’acanto; nelle porzioni concave sono presenti due corni sovrastati da conchiglie. Al di sopra del portale maggiore della chiesa dei Santi Felice e Giorgio in Cinaglio, a ridosso della controfacciata, su elegante tribuna curvilinea, è collocato l'organo, racchiuso in una maestosa cassa lignea rettangolare e rettilinea. La parte centrale, che risale al Settecento, è formata da quattro paraste adorne di cornici e di racemi, con dorature in foglia. Una fastosa cimasa corona l'intero impianto architettonico. Nel 1912 fu collocato l'organo attuale, che sostituì il preesistente (forse di Liborio Grisanti) di cui abbiamo notizie dal 1823. In quell'occasione l'antica cassa venne ampliata ai due lati esterni, per poter ospitare un numero di canne probabilmente identico, ma, secondo gli stilemi di quel determinato periodo storico, diverse e soprattutto più ampie dimensioni. In facciata sono collocate 15 canne di stagno, suddivise equamente in tre campi, con bocche allineate e labbro superiore a scudo, appartenenti al Principale. L'organo, a trasmissione pneumatica, opera di Giuseppe Gandini, è costituito da un unico manuale di 58 tasti e da una pedaliera di 27 tasti. Consta di 10 registri reali, azionabili tramite placchette a bilico. I colori usati per la cassa centrale sono il verde e il bianco insieme a decorazioni dorate. L'organaro varesino Gandini nello stesso anno costruì altri due organi nell'Astigiano: per la chiesa di Santa Caterina in Asti e per la parrocchia di San Filippo e Giacomo a Piea. Il nostro organo, dunque, ha già compiuto i cent’anni nel 2012 quando, in occasione di una giornata memorabile, è stato suonato da Giuseppe Gai, docente di organo e composizione al Conservatorio di Torino, nonché fondatore e direttore della Corale di San Secondo, compositore e musicologo, esperto conoscitore degli organi della provincia.







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